Duomo

COLLEGIATA SANTA MARIA DELLA SCALA
Impropriamente detta “Duomo”, la chiesa di Santa Maria della Scala è una collegiata, retta in passato da un collegio di canonici.
Le sue origini risalgono al tempo di Landolfo, vescovo di Torino che nel 1037 volle riedificare una chiesa in onore della Vergine.
Testimonianza conservata della presenza di un primo edificio in epoca medioevale è la cripta (di datazione incerta), collocata in corrispondenza del presbiterio.
Il volume della fabbrica gotica (edificata tra il 1405 e il 1436) è quello attuale.
La facciata in cotto (restaurata interamente nel 1911) è ripartita in cinque zone da lesene sormontate da pinnacoli cuspidati. È caratterizzata da un portale centrale (affiancato da numerose colonnine) sovrastato da un’imponente ghimbergadecorata, in pietra arenaria.
Il degradare delle falde del tetto sottolinea già all’esterno la suddivisione volumetrica in tre navate con cappelle laterali. La più recente e conosciuta (la quarta a sinistra) è quella settecentesca della Madonna delle Grazie.
Un transetto divide le navate dalla zona presbiteriale, che si conclude in un profondo coro e in un’abside poligonale a cinque lati.
Il presbiterio è valorizzato dalla presenza del crocifisso all’altar maggiore e del coro (composto da sedici stalli lignei), entrambi quattrocenteschi, attribuiti alla scuola dei Da Surso (fine XV secolo).
Dalla cappella a destra dell’altar maggiore si accede alla Cappella Gallieri, collocata in corrispondenza della base del campanile.
Alcuni interventi di gusto neogotico, effettuati nella seconda metà del XIX secolo (da Edoardo Mella, attorno al 1875), hanno rimodellato sia il disegno della facciata inserendo i due portali laterali e gli oculi sovrastanti, sia l’aspetto interno della chiesa, reso visivamente più pesante da un’intonacatura a bande chiare e scure, con rivestimento aureo dei capitelli in pietra.
Allestimenti decorativi e arredi, oltre a grandi tele seicentesche, hanno trasformato l’aspetto delle quindici cappelle laterali attorno al XVII secolo, secondo il gusto barocco.
I restauri più recenti
La ghimberga è stata restaurata nel 2011, il crocifisso ligneo nel 2000, gli affreschi della Cappella Tabussi nel 1981 e poi nuovamente nel 2007, il ciclo della Cappella Gallieri nel 1960 e nuovamente nel 2009. I lavori hanno usufruito del finanziamento di Regione Piemonte, Comune di Chieri, Parrocchia di Santa Maria della Scala, Associazione Culturale Carreum Potentia, Lions Club di Chieri e Compagnia di San Paolo.
È in corso una raccolta fondi, promossa dall’Associazione La Compagnia della Chiocciola onlus, per realizzare il restauro del coro, per il quale la Compagnia di San Paolo ha già destinato parte del finanziamento. Nell’ambito del progetto Scrigni d’argilla, sono previsti interventi di manutenzione programmata sui beni già restaurati.


IL BATTISTERO
È citato per la prima volta in documenti del XIII secolo. Sotto commissione della famiglia Tana (che ne ebbe il patronato fino al XIX secolo), all’inizio del XV secolo viene collegato alla nuova chiesa in costruzione e sopraelevato.
Lo spazio è a pianta centrale, a croce greca. Quattro piccole absidi, poste agli angoli della croce, creano la caratteristica forma ottagonale della parte superiore. Nello stesso periodo viene ornato di affreschi che rappresentano la Passione di Cristodalla Resurrezione di Lazzaro alla Crocifissione, in quindici consecutive scene.
La scultura della Madonna del Melograno proviene dalla facciata del Duomo. È la più importante opera conservata nel Battistero, dove viene collocata dopo il restauro del 1981.
Sono presenti inoltre il Polittico Tana e il fonte battesimale in pietra, realizzati entrambi nel 1503.
A oggi sono visitabili i resti sotterranei di mura romane.
I restauri più recenti
La Madonna del Melograno è stata restaurata nel 1981; gli affreschi nel 1988, entrambi con il contributo del Ministero dei Beni Culturali. È previsto un intervento di manutenzione programmata sulla statua.
