Chiesa di San Martino


La chiesa di San Martino, un tempo intitolata a San Felice, fu fondata prima del 1100 dalle benedettine di Corveglia. La mutazione del nome avvenne in tempo molto posteriore alla sua fondazione. L’antica pieve di San Martino di Dusino, già esistente prima del 941, era capoluogo da cui dipendevano al­tre parrocchie minori, tra cui quella di San Felice in Villano­va; nella seconda metà del XVI secolo la sede della pievania venne trasferita a Villanova e, in tale occasione, la chiesa vil-lanovese cambiò la propria denominazione.

La struttura inter­na originaria della chiesa, di notevo­li dimensioni, è a tre navate, a cui furono aggiunte, a metà del XVI se­colo, otto cappel­le laterali. Alla facciata, risa­lente al XIX seco­lo, si contrappone l’interno in stile gotico-lombardo, con colonne a fa­sci, capitelli cu­bici e volte a cro­ciera; il coro ed il campanile furono edificati nel 1824.

L’interno è arricchito da importanti opere d’arte. Crocifìsso ligneo attribuito dagli studiosi Paolo Venturoli e Silvia Piretta alla Scuola da Surso, in particolare Baldino da Surso XV secolo.

Nella seconda cappella a destra si ammira la tavola raffigu­rante la Madonna con Bambino, angeli e devoti attribuita al Mestro di Cercenasco (attivo tra l’ultimo decennio del XV se­colo e il secondo del secolo successivo); presso il lato destro dello stesso altare si nota il dipinto della Natività attribuito alla scuola di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo. All’inter­no della chiesa, altre due opere hanno attribuzione alla scuo­la moncalvesca: quella raffigurante V Immacolata nella terza cappella e la Madonna del Rosario nella quarta cappella. Presso la terza cappella, dedicata all’Immacolata, si osserva una pregevole scultura lignea barocca, realizzata nel XVIII secolo dal torinese Stefano Maria Clemente. L’opera venne donata dal vescovo di Asti Faà di Bruno nel 1840.

L’altare maggiore, datato al 1777, è ope­ra pregevole in mar­mo del milanese Car­lo Pellagatta. A destra dell’altare si ammira un affresco del XVI secolo raffi­gurante il Battesimo di Gesù. Un architra­ve, sorretto da due co­lonne, divide la scena del battesimo dalla lunetta che descrive V Annunciazione. La parte superiore del dipinto, di diffìci­le lettura, rivela due angeli inginocchiati e stemmi nobiliari. L’altare ligneo delle Grazie, nella quinta cappella, è opera di Michele e Bartolo-

meo Enaten, scultori di origine fiamminga radicati in Piemon­te. L’opera, datata al 1650-1655, dimostra una stupefacente qualità scuoltorea, evidente anche negli otto riquadri a rilievo che ritraggono le Storie della Vergine e circondano l’immagi­ne votiva consistente in una copia della Madonna della Seg­giola.