Ex Palazzo Comunale
Questo edificio è situato al numero 2 di piazza Mazzini.
E’ ad oggi il risultato di diverse fasi ed adattamenti costruttivi.
Un primo volume a sinistra della chiesa di San Guglielmo fu edificato, presumibilmente tra il XIII ed il XIV secolo, dalla potente famiglia “de Albergo” dei Mercadillo, dalla quale deriva il nome con cui è anche conosciuto il palazzo.
Già nel XV secolo passò alla famiglia Ferreri, che nel 1461 vendette la proprietà al Comune, intenzionato a insediare la sua nuova sede. In precedenza i Consigli avvenivano nella chiesa di San Guglielmo o in certe occasioni a Santa Maria della Scala (il Duomo).
Questo edificio era separato dalla chiesa di San Guglielmo da un altro adiacente, che fu acquistato nel 1504 da Giovanni Ferreri, ampliato da quest’ultimo (unendolo direttamente alla chiesa, seppur mantenendo il colonnato per il passaggio pubblico a piano terreno, oggi nascosto da un portone) e successivamente acquistato dal Comune insieme alla nuova appendice, ed unito al primo palazzo, per aumentare la superficie complessiva a disposizione.
La sede comunale ebbe sede qui per due secoli ed era costituita quindi da due case, separate da una ritana, ed una appendice che la collegava a San Guglielmo.
All’interno erano ospitati la Sala del Consiglio, gli uffici del Catasto e dell’Insinuazione (Imposte), l’Archivio (sistemato nelle sale sopra al colonnato del passaggio pubblico) e le carceri, collocate all’ultimo piano.
A causa del disagio determinato dalla difficile convivenza di uffici pubblici e prigioni la Municipalità fu indotta, verso la metà del XVIII secolo, a cercare una nuova sistemazione per queste ultime e creare un locale più idoneo per la sala delle riunioni consiliari.
L’attenzione fu volta al Palazzo Opesso, che sorge sulla stessa piazza.
Mentre si svolgevano le pratiche per acquistare dagli eredi Opesso il palazzo che, dal 1750, divenne sede del carcere comunale e poi mandamentale, fu richiesto l’intervento di Bernardo Vittone per un restauro della sede Comunale.
Nel 1771 il Vittone presentò un disegno per una nuova facciata ma, in quello stesso anno, morì e il progetto fu portato avanti dal suo collaboratore e allievo, l’architetto chierese Mario Ludovico Quarini, al quale si deve nel 1771-1772 la costruzione di una nuova facciatina classicheggiante coronata da un’elegante balaustra, all’imbocco di via Giacomo Nel.
A causa di indisponibilità economiche non fu realizzata la maggior parte di quanto proposto dal Quarini e, prima ancora, dal Vittone: il fronte verso la piazza fu restaurato, ma con una decorazione modesta, se confrontata con quella che si osserva nel disegno vittoniano; non venne realizzata la grande Sala dell’Insinuazione, né la scala elicoidale che il Quarini aveva previsto collegasse i tre piani del palazzo.
Rispettando una procedura consueta in età barocca non vennero abbattuti i muri perimetrali medievali, ma solo modificati nelle luci interne e nelle tinteggiature, per cui oggi riemergono, sul fronte di piazza Mazzini, i segni delle bifore gotiche e, nella sala d’ingresso al piano terra, affiora dal muro una colonna del porticato medievale.
Il Consiglio e gli uffici del Comune rimasero sino alla Restaurazione, fino a quando, per la terza volta, fu necessario un nuovo ampliamento dei servizi. Dopo aver valutato la possibilità di trasferire il Municipio nel Convento di S. Filippo, confiscato durante la Rivoluzione Francese, venne acquistato l’ex Convento di S. Francesco, di proprietà dall’avv. Vincenzo Allamandola. La trattativa fu però complessa e durò dal 1837 al 1846.
Quando la Municipalità si trasferì nel nuovo edificio, l’ormai ex Palazzo Comunale fu venduto a Giovan Battista Degubernatis, che lo riadattò a sede della Associazione (Asilo) di Carità da lui fondato nel 1837. Nel 1880 venne intitolato a Vittorio Emanuele II (come si legge ancora sulla facciata del Quarini) e infine dal 1914 l’asilo (e scuola elementare) furono dedicati a S. Anna.
I restauri più recenti:
L’Istituto di Sant’Anna fu trasferito dagli anni ’60 in un ampliamento direttamente retrostante, collocato lungo via Nel.
L’edificio storico risultò così abbandonato fino alla metà degli anni ’90, quando all’interno tornarono ad essere ospitate le aule e l’ingresso principale della scuola materna e della scuola elementare
Il progetto di restauro degli interni, e della facciata sulla piazza è iniziato nel 1995 (cantiere dal 1996 al 1998) consentendo il parziale recupero (senza una totale riapertura) delle finestre ogivali e delle ghiere in cotto.
Sono stati rifatti inoltre la copertura, tutti pavimenti interni e quello del cortile, ristrutturati i locali interni delle aule, consolidati i pilastri e semipilastri dell’atrio.
