Organizzazione religiosa
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Nel XV secolo l’organizzazione religiosa della diocesi di Torino in generale, e del Chierese in particolare, continua ad essere contraddistinta dalla suddivisione del territorio in pievi dipendenti dal vescovo di Torino, aventi a loro volta giurisdizione su un certo numero di chiese e cappelle circostanti. Meno forte che nei secoli precedenti si faceva sentire l’influenza delle abbazie. Tuttavia quella di Breme e quella di San Michele della Chiusa avevano ancora un peso di un certo rilievo. Rispetto ai secoli precedenti è cresciuta, invece, la presenza degli Ordini Religiosi i quali più che in passato nei campi dell’attività pastorale, delle opere caritative e dell’istruzione interferiscono con il sistema plebano Le pievi nel chierese Pieve di Santa Maria della Scala in Chieri, dalla quale, secondo il “cattedratico” del 1386, dipendevano, fra le altre, le chiese di San Giorgio di Chieri, S. Maria di Vibernone, S. Martino delle Avuglie, S. Stefano e S. Remigio di Buttigliera d’Asti, San Giorgio di Andezeno,S. Vincenzo di Cambiano, Santa Margherita e San Remigio di Arignano, Santa Maria di Cinzano, San Pietro in Celle, San Martino di Revigliasco, San Quirico di Trofarello, S. Paolo di Santena. Pieve di San Pietro di Covaccio, presso Pecetto, con le chiese di S. Maria di Pecetto, S. Maria di Cassiano, SS. Felice e Vittore di Tessano di Chieri, S. Maria di Canova. Gli ordini religiosi I Cavalieri di Malta. La precettoria, la chiesa, l’ospedale di Santa Croce. (5) La collegiata di Santa Maria della Scala La ricostruzione della Collegiata di Santa Maria della Scala fu un’opera corale che fra il 1405 e il 1436 vide coinvolti il Comune, il Capitolo e le più importanti famiglie chieresi: Gallieri, Buschetti, Tabussi, Broglia, Tana, Balbiano, Salomone, Balbo, Bertone, Diano, Raschieri, Bonaudo. Vi concorsero anche l’antipapa, ritenuto papa legittimo, Benedetto XIII e il duca Amedeo VIII, che si riservò le due cappelle alle estremità del transetto. La nuova collegiata, all’esterno e all’interno ricca di opere d’arte, è a tre navate e due file di cappelle. Subì trasformazioni profonde fin dagli anni Settanta del Quattrocento: nel 1478 Giorgio Bertone costruì una nuova sacrestia ampliandola e spostandola dal lato destro a quello sinistro della chiesa. Nel 1501 lo stesso Giorgio Bertone ampliò il presbiterio, praticamente raddoppiandolo, e vi trasferì il coro che inizialmente si trovava davanti all’altare, all’inizio della navata centrale. Contemporaneamente si portava a termine il campanile, che era rimasto incompleto.
Una sola teca, tre filmati connessi. All’interno, la bolla di papa Eugenio IV relativa alle oblazioni per i funerali (1435); il testamento di donna Paola Martini, 8 maggio 1414, Chieri |
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