Documenti per pagare le tasse
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L’entrata ordinaria del comune era assicurata dai gettiti delle imposte “indirette” sul mercato e sulle merci in transito. Quella “diretta”, legata alla necessità di far fronte a spese straordinarie o a sanare sbilanci, si applicava invece agli immobili. I catasti Ogni capofamiglia faceva periodicamente la consegna di case e terreni, torri, negozi e – fino a tutto il Trecento – anche dei beni mobili: derrate alimentari, arredo domestico, attrezzi e animali da lavoro, crediti. Gli abitanti di Chieri (burgenses), i forenses, le chiese e gli ospedali, tutti erano tenuti ad effettuare i consignamenta che erano registrati nei catasti: 56 volumi medievali si conservano Le squadrae finium Gli aestimatores comunali vagliavano accuratamente le denunce confrontandole con quelle della tornata I libri della taglia La taglia si pagava una o, in casi particolari, due volte l’anno. Il podestà o il vicario stabilivano un tanto per ciascuna lira di imponibile. In nessun caso di teneva conto dello “stato di famiglia” del denunciante. Nell’Archivio Storico del Comune di Chieri si conservano più di 80 volumi di taglie di età medievale, a partire dal 1365.
Due le teche inerenti la documentazione fiscale. Nella prima è esposto il Catasto del quartiere Vajro (1437) aperto alla pagina del consignamentum della famiglia Maceti, cui è dedicato il video illustrativo. Nella seconda teca, le Squadrae finium di Chieri (1425) -con il secondo video illustrativo-, il Registro dei boschi di Baldissero (1449) e il il Registro delle Taglie di Chieri (1413).
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