Complesso di San Leonardo

LA PRECETTORIA
E’ situata sull’angolo tra Via Vittorio Emanuele II e Via Roma (quindi fuori dalla prima cerchia di mura medievali).
Con il suo piccolo fronte gotico, rappresenta tutto ciò che è rimasto dell’Ospedale di S. Croce.
L’Ospedale fu edificato nel 1412, con la finalità di accogliere i pellegrini. Venne soppresso nel 1553 e l’edificio in seguito utilizzato come dimora del precettore dell’Ordine, prima dai Cavalieri Gerosolimitani (fondatori dell’ospedale), poi dai Cavalieri di Rodi, e infine quelli di Malta, sino alla soppressione di quest’ultimo Ordine (1798), al quale fece seguito la confisca dei beni ecclesiastici imposta dal governo giacobino.
Ceduto negli anni a diversi privati, questo piccolo ambiente fu più volte rimaneggiato e impropriamente utilizzato sino a divenire parte integrante dell’Oratorio Salesiano di S. Luigi.
Oltre che per il pregio degli elementi decorativi, l’edificio è importante nella storia locale per essere datato con precisione nelle sue fasi di realizzazione. E’ divenuto infatti un prezioso “reperto-giuda” per la datazione comparata di altri monumenti quattrocenteschi della Città.
L’ARCHITETTURA E I PRINCIPALI INTERVENTI STORICI
Della struttura originaria si conserva solo un piccolo locale a pianta quadrata al piano terra, coronato da una volta a crociera costolonata, impostata su capitelli in pietra addossati al muro; e il fronte, che si affaccia su Via Roma con un portale sormontato da un rosone oggi tamponato.
Del piano superiore, sopra la linea marcapiano, è rimasta una finestra decorata con una semplice cornice in cotto; un’ulteriore cornice anch’essa in cotto, caratterizzata dal ripetersi di un elemento geometrico (catena di rombi) non inconsueto negli edifici chieresi dello stesso periodo, segna la linea del tetto e ne conferma la presenza fin dall’origine.
L’elemento decorativo caratterizzante la facciata gotica, è la fascia esterna del portale, ottenuta con una serie di formelle riproducano alternativamente la croce greca e la croce dì Malta, simboli dell’Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, alla quale si affianca la cornice del rosone caratterizzata da formelle decorate “a palmetta”.
Quest’ultimo particolare è importante per la datazione comparata di altre decorazioni in cotto delle architetture chieresi, come ad esempio, il portale di San Domenico.
I restauri più recenti
All’interno della Precettoria, grazie a un cospicuo restauro, è tornato alla luce un ciclo di affreschi di epoca medievale che illustra la “Passione e crocifissione di Cristo”. Si tratta di dipinti che, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, erano stati coperti con una mano di biacca, quando il locale era stato dato in uso ad un artigiano, carradore.
L’Associazione Culturale “Carreum Potentia” intende restaurare le ogive in cotto (XV secolo).

LA CHIESA DI SAN LEONARDO
Entrando nel giardino, che si apre su Via Vittorio Emanuele, si scorge, sulla sinistra, il fronte, intonacato e oggi poco significativo, della chiesa, della quale è stata conservata, all’interno, parte della navata centrale.
La prima testimonianza di una chiesa romanica risale al 1141. Dal 1190 si ha traccia della presenza dei cavalieri dell’Ordine Templare, che mantenne la presenza nella chiesa per tutto il XIII secolo. Nel 1285 l’edificio venne distrutto da un incendio e solo parzialmente ricostruito. Dopo la soppressione dell’Ordine del 1309, passò poi in mano ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme.
Nel 1410 il precettore dell’Ordine dei Gerosolimitani, fece ricostruire la chiesa, che, in minima parte, ha conservato l’originale struttura.
Dopo la soppressione dell’Ordine di Malta del 1798, la chiesa ha subito gli stessi passaggi di proprietà della precettoria.
Nel 1851 fu quindi acquistata da un carradore che la trasformò nella propria officina, abbattendo il campanile sul lato di via Vittorio, e compromettendo gravemente gli affreschi risalenti in parte agli inizi del XV e in parte, al XVII secolo.
Nel 1934 infine, i Salesiani acquistarono tutta l’area comprendente la chiesa e la precettoria e, con ulteriori interventi, ne modificarono le struttura e la volumetria per adattarle alle proprie nuove esigenze.
L’ARCHITETTURA E I PRINCIPALI INTERVENTI STORICI
Per chi la visita oggi, S. Leonardo si presenta come un unico ambiente adibito a porticato, al quale si accede attraverso tre aperture dal cortile dell’oratorio, sul lato meridionale. Il livello del pavimento risulta innalzato di m 1,30 rispetto all’originario, per allinearsi alla quota della strada. Sorto come chiesa a tre navate, orientate da Ovest a Est, e a tre campate, oltre al presbiterio, l’edificio conserva tracce della primitiva porta d’ingresso alla navata centrale.
Le volte gotiche a crociera delle navate laterali e la volta barocca a botte lunettata della navata centrale si impostano sui muri perimetrali e su quattro colonne in mattoni arrotondati e sfalsati (a imitare i pinnacoli delle chiese gotiche chieresi e della stessa precettoria), colonne sormontate da capitelli cubici in mattoni non decorati.
Lo stesso motivo ritorna anche nell’imposta degli archi sui muri perimetrali. La presenza di mensole di sostegno in pietra, per gli archi, testimonia il riutilizzo parziale del materiale della prima chiesa andata distrutta alla fine del Duecento.
Tra gli elementi della chiesa perduti durante gli ultimi pesanti interventi otto e noventeschi ci sono, nel periodo in cui lo spazio divenne un’officina per la lavorazione del ferro, il ciclo di affreschi sulla “Vita di San Leonardo” (dipinto sulla volta), parte delle due navate laterali (oltre la terza campata), chiuse per ricavarne due locali di servizio. Oltre che il campanile alla sinistra dell’altare.
Infine, dopo l’acquisizione da parte dei Salesiani, il presbiterio venne trasformato in scala di collegamento con le sale dell’oratorio.
Dopo varie vicissitudini, all’interno sono riportate le lapidi sepolcrali di Tommaso Ulitoto (morto nel 1417, e promotore dell’intervento quattrocentesco sul complesso), e Simonino Provana (morto nel 1503), entrambi precettori.
I restauri più recenti
La chiesa è attualmente in ristrutturazione; gli affreschi sono stati restaurati nel 2006 con il contributo del Comune di Chieri e della Compagnia di San Paolo. Sono previsti interventi di manutenzione programmata sugli affreschi.
Le lapidi dei due storici precettori sono state restaurate anch’esse nel 2006 dal Comune di Chieri.

