Mura delle Benedettine


OLYMPUS DIGITAL CAMERAOLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All’imbocco di vicolo Albussano, all’angolo con la via Vittorio Emanuele, è conservata una porzione delle mura della seconda cerchia che, dalla ‘Rocchetta’, correvano in direzione del bastione orientale, risalenti alla fine del XIII secolo.

Si tratta di un tratto rettilineo, ripartito a intervalli regolari da gruppi di tre con­trafforti.

La struttura è chiaramente in mat­toni portanti, a vista, mentre le fondazioni (che poggiano su pilastri collegati da arconi ciechi) sono ‘a sacco’, con ricor­si di grossi ciottoli tra le file esterne di mattoni.

Si possono ancora notare i resti degli elementi reggenti il passo di ronda (camminamento militare).

Diverse file di mattoni incrociati ed sporgenze graduali crescenti verso l’alto, costituiscono sicuramente l’elemento decorativo in cotto più prezioso della costruzione.

Il piano di sopreleva­zione al di sopra risale all’inizio dell’Ottocento.

Questo tipo di fondazione su pilastri e arconi è consueto, in quanto si ritrova anche in altri tratti della stessa cerchia.

E’ invece una anomalia interessante la particolare cura posta nel rafforzare questo settore, se confron­tato con altre porzioni conservate nei quar­tieri Vairo e Arene. Questa soluzione più massiva è dovuta alla mancanza di un fossato esterno che suggerì per questo di compensare l’efficacia difensiva con il potenziamento, in spessore, della cortina.

L’intervento, che consistette nell’addossare gli spessi ed evidenti contrafforti, fu voluto probabilmente dal generale Brissac, nel XVI secolo. Altri arconi inseriti per rafforzare il muro sono invece stati, purtroppo, nascosti dagli interventi successivi e ne rimangono solo parziali tracce.

La conservazione parziale delle mura è stata possibile grazie all’utilizzo di queste come parete laterale di un edificio costruito agli inizi del XIX seco­lo da privati ed occupato successivamente, dai primi anni del XX, dall’attuale convento delle suore Benedettine, che ne hanno dato l’appellativo.

Questi interventi, piuttosto invasivi, hanno creato le diverse aperture per dare luce ai nuovi spazi annessi, che si osservano inserite nella trama medievale.

Senza interventi conservativi recenti, ed esposta al continuo passaggio veicolare sulla via, questa preesistenza grava oggi in carente di stato di conservazione.

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOLYMPUS DIGITAL CAMERA