Ospedale Maggiore


Fu fondato il 16 luglio del 1383 e furono unificati a quest’ultimo dal 1553 altri cinque ospedali della città.

In posizione d’angolo tra l’attuale via Demaria e piazza Duomo, c’era il piccolo convento Benedettino con annessa una chiesetta utilizzata da un Padre Cistercense dell’abbazia di Casanova che aveva anche l’incarico di «massaro del Comune» cioè di archivista e storico della città.

Il convento di S. Benedetto fu incorporato all’ospedale nel 1712 e abbattuto nel 1751 per edificarne, come ampliamento, l’ala meridionale.

Nel 1551, però, Enrico II di Francia, signore del Piemonte, per porre termine ad un diffuso disordine amministrativo lamentato a Chieri, decretò che tutti gli ospedali minori (per beni posseduti e per rendite) confluissero tutti nell’unico Ospedale Maggiore (che in origine era dedicato, come il Duomo, a S. Maria della Scala).

Alla fusione si sottrasse soltanto la Casa dell’Elemosina, che conservò ancora la propria autonomia.

Tra il 1945 al 1960 vennero eseguiti nuovi interventi di manutenzione ed adat­tamento funzionale, e la realizzazione della nuova facciata su piazza Duomo.

Le arcate seicentesche del chiostro Benedettino, uniche testimonianze della presenza del convento, sono state chiuse da vetrate e rifunzionalizzati come corridoi interni, a partire dagli anni ’60.

Più recentemente, nel 1997 sono partiti i lavori di ampliamento dell’Ospedale con la costruzione di una nuova ala (dove ha sede anche il Pronto Soccorso), inaugurata nel giugno del 2001.

Ad aprile 2013 è infine stata inaugurato un nuovo, grande ampliamento dell’Ospedale, una delle 3 sedi (insieme a Carmagnola e Moncalieri) del Distretto Sanitario ASL TO 5.

Questa struttura, è stata costruita nell’area compresa tra l’imbocco di via Demaria, piazza Silvio Pellico, vicolo dei bagni (entrata del Pronto Soccorso) e via Mosso.

E’ stata concepita completamente in mattoni a vista per assicurare una continuità architettonica e distributiva e un inserimento il meno possibile invasivo sulla zona a ridosso del centro storico.

Per questo ambizioso piano di espansione, è stata attuata la demolizione degli edifici esistenti che si affacciavano su via Mosso, Vicolo dei Bagni e Piazza Silvio Pellico, mentre si è voluto conservare l’edificio che dà su via De Maria, sede dell’ex Biblioteca Civica (dal 2004 nella nuova sede della ex-tessitura Tabasso, in parte rifunzionalizzata grazie a questa).

Si è optato inoltre per la parziale conservazione delle facciate dell’edificio industriale in disuso, situato all’angolo fra Via Mosso e Vicolo dei Bagni.

L’edificio storico del complesso ospedaliero presenta all’ingresso un portale in legno della seconda metà del ‘700. Era la porta d’ingresso del Piccolo Cottolengo di Chieri. Acquistato dall’ammini­strazione dell’Ospedale negli anni ’60, è stato subito riposizionato all’ingresso di quest’ultimo.

 Nella cappella interna, che si trova subito alla destra, varcando la porta d’ingresso (presumibilmente realizzata nel tardo seicento, ricavata da uno stanzone a piano terreno con volta a botte lunettata) è conservato un prezioso crocefisso in legno, datato 1456.

E’ presente anche un piccolo archivio dell’ASL (rilocalizzato al secondo piano interrato del nuovo ampliamento) dove so­no conservati alcuni preziosi docu­menti e quadri di discreto valore tra cui uno sportello di polittico nor­dico.