San Sebastiano


IMGP7972_web IMGP7966_web

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La più antica testimonianza che documenti l’esistenza di una chiesa pecettese intitolata a san Sebastiano risale solo al 1584.

Secondo le notizie storiche sulla fondazione di Pecetto, si comprende che sullo stesso sito, già nel XIII secolo, era stata edificata una chiesa romanica, dedicata a Santa Maria, da parte di una comunità di persone giunta nell’attuale Pecetto, attorno al 1229.

Aveva inizialmente la funzione di Pieve.

Come successe a molti edifici simili perse importanza nei secoli successivi (Marentino, Andezeno, Buttigliera sono gli esempi più prossimi) e si ridusse al semplice ruolo di cappella cimiteriale. La causa principale era logistica: il nucleo centrale del paese crebbe attorno al castello feudale, e di conseguenza ad una nuova chiesa, quella di Santa Maria della Neve.

 

Del primo edificio non rimane traccia. Si suppone, quindi, che la chiesa abbia subito, tra il XIV e il XV se­colo, una radicale trasformazione, quando già aveva perso il titolo di chie­sa parrocchiale.

Ciò avvenne grazie all’impulso delle famiglie locali dei Bosio e dei Vaudano, a testimonianza di cui internamente sono visibili gli stemmi sui capitelli delle colonne. Venne intitolata a S. Sebastiano, protettore della peste.

 

L’ARCHITETTURA E I PRINCIPALI INTERVENTI STORICI                                                                                                                                              

 

La pianta è quadrata (15,64 metri di larghezza per 15,50 di lunghezza) e la facciata è divisa verticalmente da due contrafforti che corrispondono internamente alla suddivisione in tre navate.

 

Lo spazio interno ha una raffinata struttura a navatelle coperte da volte a crociera costolonate sostenute da coppie di colonne, con un presbiterio che costituisce il prolungamento della navata centrale, affiancata dalle due laterali.

 

1l portale ogivale è sor­montato da una finestra a tutto tondo; due altre finestre, anch’esse a tutto ton­do, danno simmetricamente luce alle navate laterali. Le cornici sia delle fine­stre che del portale sono formate da una fascia di mattoni non decorati. Le pareti laterali esterne sono divise in quattro settori da cinque contrafforti.

Una porta ad arco ogivale, ma più re­cente del portale principale, posta sulla parete destra, permette l’accesso dal Ci­mitero. La parte posteriore della chiesa si prolunga in un’abside piatta, anch’es­sa quadrata (di 6 metri di lato).

Sulla parete posteriore, nel tratto compreso tra l’abside e il lato sinistro della chiesa, si apre una finestra a tutto tondo, incor­niciata da cotti decorati “a foglie di car­do selvatico”.

Tutto quanto lo spazio della chiesa doveva essere ricoperto di affreschi, realizzati da diversi artisti tra la prima metà del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.

 

Le decorazioni interne: una panoramica

L’affresco della volta del presbiterio, realizzato tra il 1440 e il 1450, è considerato un’opera insigne di Guglielmetto Fantini, pittore chierese.

 

Firmato “Antonius de Manzanis”è il grande affresco della Crocifissione, realizzato sulla parete dell’abside, che nello stile si distingue nettamente dalle raffigurazioni della volta mostrando chiari richiami ad opere di artisti della scuola fiamminga (plausibile collegamento dati i consolidati rapporti commerciali tra Chieri ed i mercati delle Fiandre).

 

La Natività (1508), prima opera datata di Jacopino Longo, sulla parete a destra del portale, è raffigurata con intensa carica emotiva.

Nella navata sinistra che conserva quasi integralmente tutti i dipinti, si ricorda la raffigurazione dei dodici Apostoli e altre figure di Santi. Nell’ultima campata dello stessa navata sono rappresentati il martirio di San Lorenzo e Santo Stefano e altri momenti significativi della storia dei santi.

 

I restauri più recenti                                                                                                                                                                         

Negli anni ottanta iniziano i restauri strutturali finanziati dal Ministero per i Beni e le Attività culturali; nel 2002 si arriva a un progetto globale di recupero e nel 2003 inizia l’accurato intervento di restauro sugli affreschi.

Il Comune di Pecetto in qualità di proprietario della Chiesa, inizia i lavori dividendoli in più lotti, per ognuno dei quali stanzia ingenti risorse economiche e professionali, che vengono portati avanti grazie anche ai contributi della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT.

L’intero cantiere è stato completato nel 2010; sono previsti interventi di manutenzione programmata.

 

Per quanto riguarda gli affreschi non sono al momento previsti programmi di manutenzione in Scrigni d’argilla.

I lavori hanno riguardato il restauro sia esterno, con il consolidamento delle opere in cotto, del portale e delle ogive, sia il recupero all’interno di tutti quanti gli affreschi conservati, delle pale dipinte ad olio, la pulitura degli elementi architettonici delle colonne e delle volte.

 

Pecetto San_Sebastiano_interno_web3 Una corsa da Re004 cut_web2